Gestirsi senza farmaci

Il Farmaco è forse il modo più efficace per la gestione del disturbo bipolare.

Sappiamo che dal DB non si può guarire, come non si può 'guarire' il proprio modo di essere.Il disturbo si può invece farlo tornare latente. Il che equivale a guarire se riusciamo a lasciarlo latente vita natural durante.


C'è chi ci riesce grazie al litio o ad altri farmaci, c'è chi preferisce sondare altre vie, c'è chi, non riesce ad accettare una cura farmacologica protratta a vita.

Allora può intraprendere questa strada: decidere di interrompere gradualmente lo stabilizzatore fino a liberarsene.

E' una strada difficile ed un passo da intraprendere soltanto dopo aver imparato a conoscersi , aver individuato le concause che possono aver alimentato le precedenti crisi. Bisogna sapersi affidare alle proprie capacità di prevenzione acquisite dopo anni di sforzi passati ad osservarsi, ai consigli dell'eventuale medico e di chi ci conosce e ci sta vicino. Da non confondere assolutamente con i capricci dell'ipomania, quando siamo fortemente convinti che possiamo rinunciare alle cure convinti che le medicne non serviranno più. Questo è l'errore più grande che possiamo commettere.

 

E' un percorso difficile e molto personale. Ed anche in questo percorso, si celano 'insidie'. La routine quotidiana é utile per gestire i sintomi del disturbo bipolare. Andare a dormire e svegliarsi alla stessa ora ogni giorno può essere estremamente utile. Dormire a sufficienza è il primo passo nella gestione dello stress. La gestione dello stress è un fattore critico per chi soffre di depressione maniacale. Altre tecniche di gestione dello stress, come il rilassamento progressivo, posssono essere vantaggiose. Lo stress può scatenare episodi maniacali e depressivi. Lo stress e le relazioni di gestione è qualcosa che ognuno deve considerare di volta in volta.Nelle persone con disturbo bipolare, queste cose assumono significati nuovi e importanti.

 

Il 'rischio' che si può facilmente correre è quello di evitare qualsiasi situazione che ci fa pensare che comporti stress e appiattirsi al punto di impedire di 'sentire' e vivere una vita piena e soddisfacente.

 

Stesso sforzo si dovrà fare nel mantenere relazioni sane con familiari e amici. Se qualcuno è eccessivamente critico, pessimista, o comunque negativo, si può prendere in considerazione di limitare il tempo che passi con lui o lei. 

 

Ed anche in questo caso, il 'rischio' è quello di allontanarsi troppo dai sentimenti e dalle emozioni e non imparare mai veramente ad affrontarle e con esse affrontare la Vita. Imparare a saper giustamente dosare vuol dire non rimanere ai 'margini' e non sopprimere il proprio vero modo di essere, illudendosi, al contrario, di aver raggiunto l'equilibrio ed imparato a gestirsi. Si rischia di vivere 'sotto tono', di sopprimere una parte di sè e quell'appiattimento che per alcuni si crede dovuto ai farmaci, diventa invece qualcosa che ci si 'impone' giorno dopo giorno fino a diventare un qualcosa che si autoalimenta in modo del tutto naturale. Si può diventare i 'gestori' del proprio sopprimersi .

 

L'esercizio di tutti i giorni può aiutare a gestire lo stress. Prendetevi il tempo di camminare, nuotare, correre, fare aerobica, o di qualche altro tipo di esercizio. Cercate di non saltare i pasti o mangiare troppo. Provare a utilizzare una attività creativa, come un modo per esprimere i propri sentimenti e ridurre lo stress. Trovare un hobby che ti piace può essere terapeutico. Cercare di prendere tempo per se stessi tutti i giorni, anche se non è possibile mettere da parte molto tempo per se stesso. Mezz'ora per leggere o fare una passeggiata può essere utile. Resistere alla tentazione di isolarsi. E 'importante avere un un certo tempo per voi stessi e fare cose che tipiacciono.Isolarsi non è la risposta. Tentare di bilanciare il tempo da solo con il tempo trascorso con amici e familiari. Avere fiducia nella famiglia e negli amici che si prendono cura di te è la chiave. Se si ha il disturbo bipolare, possono essere utili risorse. Considera che la vostra famiglia o gli amici possono aiutarti ogni volta che si é in un episodio maniacale o depressivo. Fare un elenco delle persone da chiamare, se ci si rende conto che non ci si sta comportando bene. Il team di supporto potrebbe notare dei sintomi prima di te. Costruire una rete di sostegno è una parte cruciale del trattamento. Il modo più semplice per cominciare a costruire il sistema di sostegno è quello di fare buon uso di ciò che è già disponibile. Gli operatori sanitari, terapisti, membri della comunità locale e nazionale, e la famiglia e gli amici sono la base di sostegno. Immaginate di trovarvi al centro di questa comunità. Persone diverse sosterranno le diverse parti della tua vita.

Solo tu puoi creare e mantenere il sistema di sostegno. 

Riferimenti 

Sito del   Dott.Luigi Mastronardi (vedi articolo su "Controllare le emozioni)

http://www.psicologiaonline.net/index.php?show=436&pageNum=0

http://www.psicologiaonline.net/index.php?show=434&pageNum=0

Il fascino del saggio può essere ambiguità

Il rischio di cui più volte si è detto, nell'articolo precedente, è di nascondersi in un equilibrio ambiguo di cui non ci si rende conto e di far virare il proprio modo di essere in ciò che in realtà sono comportamenti e tratti caratteristici di una personalità ambigua.

  

Il fascino discreto del Saggio

 

Ambiguo è "quello che può venire inteso in vari modi o prestarsi a diverse interpretazioni, dando luogo di conseguenza a dubbi, incertezze o confusione". In genere l’ambiguità viene definita dal punto di vista dell’osservatore. Un soggetto è ambiguo quando può venir compreso in vari modi e il suo comportamento può dare adito a "diverse interpretazioni, generando di conseguenza dubbi, incertezze o confusione". Ma per il soggetto che manifesta ambiguità non c’è dubbio, né incertezza, né confusione.

Sul piano psicologico e interpersonale il problema posto dal comportamento ambiguo di una persona, è che esso si colloca esattamente nella dimensione intermedia tra la fiducia nell’apparenza e la certezza dell’illusione e dell’inganno; se sapere di potersi fidare o di essere ingannati da un partner consente di prendere le adeguate contromisure, di fronte alla sua ambiguità si è costretti ad oscillare tra aspettative proiettive positive o negative: l’ambiguità genera pertanto necessariamente ambivalenza.

L’ambiguità di una persona alla quale si è legati da un legame affettivo intenso (o, in generale, da un rapporto di dipendenza) suscita un’indeterminatezza ansiosa particolarmente intensa, talora insostenibile, dubbi e interrogazioni destabilizzanti che necessitano di essere dissolti ma non possono esserlo. Il soggetto ambiguo infatti per sua natura resta contraddittorio, sfuggente e indefinito per l’osservatore, sia nei suoi comportamenti che nelle sue comunicazioni, sia per quanto attiene le sue motivazioni.

E’ proprio questo sfuggire alla possibilità di circoscrivere un soggetto ambiguo facendo riferimento ai criteri definitori dei disturbi di personalità oggi riconosciuti, a portare a considerare proprio l’ambiguità il tratto caratteristico di una tipologia di personalità e a ricercarne i contrassegni sui piani descrittivo e comportamentale.

Spesso le personalità ambigue hanno, secondo Bleger, una struttura necessariamente ipoevoluta, dovuta ad un deficit di internalizzazione delle figure edipiche ed una carenza di una identità personale forte e stabile; questi soggetti agiscono prevalentemente su base imitativa e conformistica, sulla base dei modelli appresi di ciò che "si deve fare", che vi credano o no. Si adattano dunque mimeticamente alle situazioni e possono anche interpretarle in modo apparentemente perfetto, cosa che li rende, in un primo momento, dei partners e dei collaboratori esemplari,.

Si presentano sempre come persone leali, totalmente prese da un’unica situazione; se confrontati con la propria inaffidabilità possono perfino sentirsi offesi.

Non si può del resto dire che questi soggetti "mentano" consapevolmente.

Il loro stile predilige invece l’omissione, la mezza verità, il depistaggio e l’insabbiamento, figure retoriche e strategie comunicative che utilizzano sistematicamente con destrezza e con modalità quasi preriflessive. Perciò lasciano sempre il dubbio sulla loro sincerità e, trincerandosi dietro un fastidio sdegnato di fronte ad ogni richiesta di chiarimenti, danno l’impressione di una pura esigenza di riservatezza. L’ambiguo è comunque egosintonico perché sente di essere sempre giustificato nelle sue azioni delle quali vede soltanto il lato positivo.

Vive serenamente nella totale indefinizione di ciò che prova. Non solo "non fa sapere" ma "non sa" ciò che prova.L’assenza di una progettualità solida e a lungo termine rende la temporalità di questi soggetti sempre provvisoria. L’ambiguo prende tempo, guadagna tempo, è un temporeggiatore.

Le personalità con marcati tratti di indefinizione e ambiguità possono essere estremamente affascinanti o, meglio, fascinanti, esercitanti fascinazione, perché sono recettori eccezionali di idealizzazioni e aspettative prima di trasformarsi in un telone totalmente bianco su cui proiettare tutte le delusioni di chi ne aveva subito il fascino discreto, mimetizzato, non appariscente.

E' una persona che non entra in contatto empatico profondo con gli altri. Non ha la capacità di donarsi all’altro, di impegnarsi per l’altro, di provare amore profondo e gratitudine; prende molto più di quello che dà senza rendersene conto, né provare rimorsi o colpa. Per questo rischia di scompensarsi soltanto quando dovrebbe modificarsi mediante un riconoscimento dei bisogni profondi dell’altro, ma la percezione della necessità di cambiare, di porre in gioco i propri difetti, attiva sentimenti persecutori inconsci che vengono percepiti come timore di impazzire o come paura del potere del partner, percepito avvertito come sovrastante, e quindi minaccioso e nemico; per questo il mantenimento di una relazione stabile profonda finisce per costituire una minaccia per la sua precaria e provvisoria identità ed essere percepito come distruttivo.

Soffre solo quando si rende conto di non poter emulare le capacità del partner; questa percezione di incapacità scatena 'un’invidia 'profonda e non mentalizzata che lo spinge alla nientificazione del termine di paragone, cioè l’altro, che viene "ucciso" attraverso abbandoni improvvisi.

  Fonte:Psychiatryonline 

 

Sospendere gli Psicofarmaci

La dismissione dei farmaci è sempre un passo che bisogna affrontare essendo seguiti da un medico...non credete a chi dice che nessun medico sarà disposto a farlo ...

Un manuale che raccoglie le migliori informazioni e le lezioni apprese al Freedom Center e all’Icarus Project. Lo trovate al link:

http://www.incompatibile.altervista.org/recens/sospendere_psicofarmaci_manuale_riduzione_del_danno.pdf

 

Non è destinato a convincere qualcuno a sospendere l’assunzione dei farmaci psichiatrici, mentre mira ad educare gli individui sulle loro possibilità di scelta qualora avessero deciso di prendere in considerazione la possibilità di sospenderli.

 

 10 Ottobre 2009