Disturbo Bipolare

Il disturbo bipolare, anche conosciuto come malattia maniaco -depressiva o come psicosi maniaco-depressiva, è un disturbo mentale caratterizzato da oscillazioni insolite del tono dell’umore e della capacità di funzionamento della persona. E' caratterizzato da cicli di mania e di depressione. Questi due stati di umore(che possono durare giorni o mesi) possono essere ritenuti le estremità opposte di un'ampia gamma. A un'estremità si trova la depressione grave, poi la depressione moderata, i disturbi dell'umore lievi e di breve durata (definiti da molti "esaurimento nervoso"), l'umore normale, l'ipomania (lieve stato maniacale) e, all'estremità opposta, la mania.

 

Per comprendere meglio la variabilità del tono dell’umore, immaginiamo che sia costituito da tre vettori: l’umore, il flusso delle idee ed il comportamento motorio.  Se ci figuriamo questi tre vettori rivolti verso il basso, avremo un umore depresso, un rallentamento dei pensieri e poca voglia ed energia nel muoversi, cioè lo stato depressivo. Se, invece, ci rappresentiamo i tre vettori orientati verso l’alto avremo un umore esaltato, una grandissima quantità di idee e l’iperattività motoria, ossia lo stato dell’umore che viene definito maniacale. Nei casi in cui uno dei vettori è orientato in senso diverso rispetto agli altri avremo, infine, lo stato misto. 

 

Quando si ragiona sul disturbo bipolare, specialmente nelle sue forme minori o di personalità, è utile leggerlo più in termini dinamici “come si muove l’umore” che non in termini di scomposizione (dove si colloca l’umore, quando iniziano e finiscono le fasi), perché non sempre la visione “a fasi” chiarisce le idee. La maggior parte dei bipolari II(ad esempio) non identificherà mai le proprie fasi ipomaniacali, e si identificherà piuttosto con malattie di tipo ansioso o depressivo: in parte questo deriva proprio dal fatto che spesso vere e proprie fasi (periodi lunghi, con un umore tutto orientato in un senso, e in maniera piena e pesante) non ci sono, ma ci sono invece quegli elementi di instabilità, di magnetizzazione e quel tono “misto” che sono la costante del disturbo.(tratto da http://www.medicitalia.it/minforma/Psichiatria/522/Disturbo-Bipolare-e-le-sue-tre-coordinate

 articolo" Disturbo Bipolare e le sue tre coordinate" del Dott. Matteo Pacini )
Nella maggior parte dei casi la malattia non viene riconosciuta con facilità e le persone possono star male per anni prima di ricevere una corretta diagnosi e un trattamento adeguato

 

Mabiem

                                                                                                 20 Novembre 2009

PPT] Inquadramento Diagnostico e Clinico dei Disturbi dell'Umore
Francesco Franza.
Fonte www.www.psychopizza.it/...

I Disturbi dell’Umore comprendono un ampio gruppo di patologie psichiatriche nelle quali l’alterazione del tono dell’umore predomina il quadro clinico.
I Disturbi dell’Umore si manifestano con un gruppo di sintomi e segni che possono durare da poche settimane ad alcuni mesi.
Tale insieme di sintomi determina una significativo peggioramento dell’abituale funzionamento del soggetto affetto
Risorse_Inquadramento diagnostico e clin
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Commenti: 30

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  • #30

    Mabiem (venerdì, 17 ottobre 2014 09:50)

    Salve Giacinto,
    se la sua compagna è in cura da uno psichiatra dovrà valutare insieme a questo gli effetti del farmaco e l'eventuale cambio di terapia. tenga conto che alcuni degli effetti che descrive sono tipici della cura, quel che bisogna valutare è se gli effetti collaterali sono maggiori dei benefici.
    nel caso in cui, volesse decidere di interrompere le cure farmacologiche per curarsi con l'omeopatia,veda la fonte dell'articolo su Omeopatia.

  • #29

    giacinto (venerdì, 17 ottobre 2014 08:48)

    salve la mia compagna soffre di disturbo bipolare da tre anni circa,e in seguito sia a problemi familiari che a una caduta,dopo un paio di terapie tramite lo psichiatra assume lo zyprexa,ma e ingrassata di 11 chili,poi accusa disturbi agli occhi(offuscamento della vista)e bocca secca.ce un omeopatico in grado di sostituire lo zyprexa piano piano nel tempop? grazie

  • #28

    fra (venerdì, 16 maggio 2014 16:04)

    non capisco se sono in fase mista o stò passando dall' ipomaniacale al depressivo

  • JimdoPro
    #27

    Mabiem (giovedì, 02 maggio 2013 22:26)

    Paola grazie per aver risposto anche tu a Sandro.
    Sandro aveva mandato una mail anche a contatti ed è da lì che gli ho risposto (in privato).
    Era in uno di quei momenti in cui , a volte, basta solo poter "parlare" con qualcuno che ti comprende per superarlo meglio.

  • #26

    Paola (martedì, 30 aprile 2013 15:18)

    Coraggio Sandro tu sai che questi distirbi sono passeggeri, sai che puoi stare meglio,dentro di te c'è tutta l'energia di cui tu hai bisogno trova un modo per farla uscire, soprattutto amati per come sei,caro Sandro tu sei un essere perzioso anche se oggi è una giornata tremenda. In bocca al lupo!! Paola.

  • #25

    Sandro (domenica, 28 aprile 2013 14:57)

    Saluti. Mi chiamo Sandro, ho 49 anni e soffro di disturbo bipolare da circa 6 anni. Ho avuto molti episodi legati al disturbo bipolare. Dopo un periodo di circa 3 mesi di relativa tregua, ora mi trovo nuovamente in fase di picco discendente (non mi sono reso conto del picco ascendente mentre questo accadeva....). Oggi è una giornata tremenda a cui non riesco a far fronte. Sento il disperato bisogno di aiuto....chi mi segue ha il suo studio a circa 300km da casa mia e non ho la possibilità di telefonare. Quando sto così male non so a chi rivolgermi....talvolta vorrei rivolgermi al pronto soccorso....ma mi vergogno profondamente e non saprei come descrivere il disturbo che mi distrugge, ma che non è così facilmente capibile come una frattura od una contusione. Sono molto grato per qualsiasi consiglio mi possiate dare. Cordiali Saluti
    Sandro

  • #24

    Giulia (venerdì, 30 novembre 2012 12:26)

    Cara Mabiem, scusa se non l'ho fatto prima, ho letto adesso la tua presentazione, così come ho letto gli altri articoli...Non c'è compassione, tutt'altro, la compassione c'è nei confronti di quei medici che tali si definiscono ma non lo sono, nonché nei confronti di tutte quelle persone che hanno dei preconcetti sulle malattie mentali (ed in quest'ultime metto anche me stessa prima di venire in contatto con il disturbo bipolare). Devo essere sincera nel dire che l'attuale psichiatra di mio fratello è stato bravo nel fargli accettare la cura e che è lui il primo a volersi curare, non demanda a noi nulla, forse siamo noi ad essere troppo apprensivi. Certo è che, dopo l'ennesima telefonata ha deciso di vederlo subito perché "se no, tra una settimana ci ritroviamo al punto di partenza", parole sue che confermano che le nostre preoccupazioni, poi, così infondate non erano. Sicuramente ci vorrà del tempo perché mio fratello impari a gestirsi, noi, comunque, gli saremo sempre accanto.

  • #23

    Mabiem (venerdì, 30 novembre 2012 11:06)

    Giulia..
    Mente e cervello non sono la stessa cosa, anche se sono legati indissolubilmente.

    Oltre cento miliardi di neuroni aprono e chiudono nel nostro cervello una miriade infinita di collegamenti, a seconda delle esperienze che facciamo e del significato che diamo loro.
    Quando è una parte del corpo a dover essere curata è giusto che il paziente stia a letto, che i medici lo visitino, toccandolo, auscultandolo, facendo delle analisi per trovare la natura del male.
    Ma la psichiatria si è separata dalla neurologia proprio per l'impossibilità di considerare i disturbi psichici esclusivamente come disturbi del cervello.
    Non esiste una linea di confine assoluta fra salute e malattia mentale.
    Detto questo, se avessi letto la mia presentazione, non avresti alcun dubbio sul mio personale rapporto col Db.
    Se è vero che quando un componente di una famiglia ha il disturbo...tutta la famiglia ne viene coinvolta, è anche vero che può bastare(in fase non acuta) una visita ogni 3 mesi ma è la persona direttamente interessata quella che deve avere il miglior rapporto col proprio psichiatra e imparare a gestirlo e gestirsi.
    Fin quando vien demandato ad altri da se stesso il seguire un certo percorso, non si sarà mai veramente accettato e scelto il percorso da fare.
    Hai pienamente ragione, voi non siete medici e non potete prendervi in carico la responsabilità di un'altra persona....potete solo coadiuvare lui e il medico.
    I sensi di colpa di cui parli ed altro, sono le sensazioni più comuni...li trovi nell'articolo http://disturbobipolare.jimdo.com/psicoriabilitazione-del-disturbo-bipolare/consigli-per-familiari/
    "Fare la pace con la malattia è molto più difficile di quanto le persone <sane> possano credere. Ma la lezione più difficile è sapere che ogni persona deve assumersi la responsabilità per il proprio trattamento"
    Comprensione e amore e non "compassione" aiutano molto in questo.

  • #22

    Giulia (giovedì, 29 novembre 2012 17:39)

    E' una malattia che colpisce il cervello, non un semplice disagio, sarebbe bello se fosse così e, in ogni caso, il considerarla una malattia mi rende forse più facile metabolizzare il tutto...Comunque, Mabiem, essendo nuova, non so se tu ne soffra o abbia qualcuno a te vicino che ne soffre. Approfitto, però, della tua esperienza, per chiederti un consiglio...dopo il matrimonio mio fratello ha iniziato ad interessarsi di politica, non che prima non fosse interessato, ma il suo interesse ora è quasi ossessivo, tanto da interferire con il suo lavoro, a ciò si aggiunge che dorme meno, che un mese fa abbiamo avuto una tragedia in famiglia, mio zio si è suicidato - è proprio vero che alla sofferenza non c'è mai fine - il che sicuramente su di lui ha avuto un effetto dirompente (l'ha avuto su di noi, immagina su di lui)quindi io sono abbastanza preoccupata, non so se sia il preludio di una fase di mania o depressiva, non so distinguere. Abbiamo già avvertito il medico che lo ha in cura il quale gli ha ovviamente fissato un appuntamento. Ora mi chiedo: è sufficiente che il suo medico lo veda solo 1 volta ogni 3 mesi? Questo fa si che lui si basi molto su quello che noi gli riferiamo, più che altro mia cognata che va sempre con lui alle visite, la quale, poverina, si sente la responsabilità di un'eventuale cambiamento di cura. E' giusto accollare a noi familiari una tale responsabilità, non dovrebbe essere il medico, una volta ricevute da noi le informazioni, a dover parlare con lui, magari, in questo caso, portando il discorso sulla politica, per vedere come reagisce e quali sono i suoi pensieri? Vederlo una volta ogni tre mesi gli consente di conoscere mio fratello e di valutarne gli sbalzi d'umore? Faccio queste domande perché già noi non eravamo preparati ad affrontare la situazione, a maggior ragione non possiamo fare anche da medici, è vero che la famiglia, come ci disse l'attuale psichiatra di mio fratello, ha un ruolo fondamentale, ma non possiamo e non abbiamo le competenze per valutare in che stato sia mio fratello. Questo ci fa vivere con sensi di colpa continui perché da una parte ci chiediamo se siamo troppo apprensivi, dall'altra, se lasciamo perdere, ci chiediamo se non siamo troppo superficiali.

  • #21

    Mabiem (giovedì, 29 novembre 2012 15:40)

    Ciao Giulia,
    concordo pienamente con te sul fatto che ci si debba informare (se così non fosse, non avrei nè aperto blog nè il sito).Credo anche che una psicoeducazione sia quasi fondamentale. Mi permetto di dissentire solo riguardo alla tua frase "credo che ogni malattia, qualsiasi organo essa colpisca"...il disturbo bipolare non è una malattia che colpisce un organo. E' un disagio che scaturisce da una multifattorialità di cause.

    Mabiem

  • #20

    Giulia (giovedì, 29 novembre 2012 12:35)

    Ciao, sono Giulia, a mio fratello, un ragazzo brillante, sempre allegro, di un'intelligenza non comune, un anno fa è stato diagnosticato il disturbo bipolare. Tutto ha avuto inizio con una brutta crisi, era dimagrito tanto e, dopo, ci ha detto che sentiva delle voci, aveva allucinazioni, ogni cosa gli sembrava avesse un significato nascosto. Per noi, ossia la sua famiglia, è stato come essere gettati in un buco nero, ci è mancata la terra sotto i piedi, non sapevamo come aiutarlo...in particolare io, che con lui ho sempre avuto un bellissimo rapporto, mi sentivo impotente perchè, in quella fase acuta, ce l'aveva con me ed a stenti potevo rivolgergli la parola. La sensazione era terribile perché era come se di mio fratello fosse rimasto solo l' "involucro" e non dimenticherò mai lui che seduto non parlava e guardava nel vuoto, mentre mio padre e mia madre, mio marito, la sua ragazza ed io piangevamo disperati. Fortunatamente siamo una famiglia molto unita e, dopo un primo momento di smarrimento totale abbiamo riacquistato la calma e ci siamo rivolti ad un Centro di Salute Mentale. Il primo psichiatra che visitò mio fratello - e che faceva parte della struttura pubblica - lo abbiamo quasi subito cambiato perché modificò la cura a mio fratello per telefono dopo aver parlato cinque minuti con lui, il paziente, che gli diceva di stare bene...conseguenza stava per avere una crisi peggiore della prima. Ci siamo rivolti subito ad un altro psichiatra, questa volta privato, il quale è riuscito a fargli capire che la cura farmacologica è importante, mio fratello ha iniziato seriamente la cura e si è stabilizzato, si è sposato ed ora, a breve, diventerà padre. Noi, viviamo con l'angoscia che quella crisi possa ripresentarsi, con l'angoscia di rivederlo così. La domanda che vorrei rivolgervi è se, assieme alla cura farmacologica sia altrettanto importante la psicoterapia, per aiutare chi soffre di questo disturbo a riconoscere i sintomi e ad autoregolarsi. Vorrei aggiungere che c'è tanta ignoranza al riguardo, io per prima lo ero, ma questa malattia mi ha portata a rivedere le mie priorità e la mia scala di valori in positivo. Termino con una nota polemica...l'ignoranza e la superficialità riguardo alla patologia c'è anche da parte dei c.d. esperti in materia, psichiatri...quando, oggi, con l'esperienza che ho avuto, vedo gente che ha una malattia mentale dalla quale non si è ripresa, mi chiedo sempre se quella persona sia stata seguita correttamente e mi assale un senso profondo di tristezza, credo che ogni malattia, qualsiasi organo essa colpisca, se adeguatamente affrontata e curata o stabilizzata, possa consentire una vita piena e serena. Vi ringrazio per aver consentito il mio sfogo e per la risposta, un grande in bocca al lupo a tutte le persone che soffrono di questo disturbo, ce la potete fare, ma per farlo vi dovete informare informare informare, quello che si conosce si può affrontare.

  • JimdoPro
    #19

    Mabiem (martedì, 14 febbraio 2012 11:24)

    Mah...
    le diagnosi non sono certo io a poterle fare, e 20 minuti di colloquio con uno Psi sono un pò pochi...però, quel forse, mi fa presupporre che sia l'inizio di un percorso.
    Capisco che tu abbia sul db una "visione distorta", nel senso che consideri che chi ne è affetto possa anche non esser razionale o debbano tutti sentire le voci ecc.
    Le domande che fai in questo commento, mi fanno pensare che hai scritto ma non letto il sito.
    In ogni caso il mio consiglio è di parlarne con lo psi di cui"forse" ti fidi, vi aiuterà a definire meglio la tua problematica.

  • #18

    mah (martedì, 14 febbraio 2012 07:22)

    ho riletto la risposta non vorrei che sembrasse che le ho mancato di rispetto. Ho bisogno di aiuto, non sono un impertinente è che sono dubbiosa, è un periodo che sono un'inetta e sono stanca di esserlo. Vorrei sapere per favore se le informazioni che le ho fornito sono sufficienti a definirmi bipolare, al suicidio ci ho pensato ma solo perchè amo talmente tanto la vita da arrivare ad odiarla. Spero che non sia una frase ermetica, ma non mi so spiegare, come dire è un circolo vizioso, penso al suicidio perchè la vita di cui ho grande considerazione non mi da quello che mi da quindi arrivo ad odiarla, ma viceversa non mollo e non penso proverò mai a suicidarmi proprio perchè d'altra parte io la vita la amo (No la amo no) la amerei se le cose cambiassero.
    Quello che le chiedo (e la ringrazio anticipatamente) è se avere una vita così un po' ad alti e bassi è sufficiente a definirmi bipolare, io mi sento più che altro depressa dagli eventi della vita quindi dovrei essere più borderline che bipolare no?
    Poi volevo sapere se ci sono diverse gradi di gravità del bipolarismo, forse sono bipolare ma non mi sembra a livelli eccessivi. Cioè, anche a dirlo alle persone con cui prendo confidenza non vorrei che si immaginassero(leggendo su internet) qualcosa di più di quello che in realtà è tipo che sono una pazza. Perchè è vero che quando sto male sto malissimo e nei rari moemnti in cui sto bene non mi rendo conto e sto bene senza controllo come non in linea con il mio umore interiore. Ma non sento voci, sono razionale, una volta che riesco a studiare credo di poter avere una vita normale. Ma come si fa ad avere la sicurezza che non studiare sia solo mancanza di voglia? Io vorrei è il mio più grande desiderio ma magari inconsciamente non ho voglia.

    Grazie anticipatamente e scusi dell'assillo ma non so proprio con chi parlarne.

  • #17

    mah (martedì, 14 febbraio 2012 06:25)

    a detta di due psichiatri dai quali per ora sono andata solo una volta ciascuno(uno l'anno scorso,uscita di li ho pensato a mai piu rivederci,l'altra qualche settimana fa e stavolta ho intensione di farmi curare)mi hanno detto che sono bipolare.quindi mi presento ciao sonoEquasi22anni eFORSE sono bipolare.Forse perchè?Forse perchè non mi fido,in base a cosa hanno deciso che sono bipolare?In base a20minuti di conversazione?ahah e in questa risata c'è tutta la mia serietà e razionalità.Ok è da quando ho15anni che sento che dentro di me qualcosa non va,periodi depressivi,vuoti interiori e crisi di pianto e urli assurdi all'improvviso, l'interrogarmi sulla concezione del tutto/niente,il bisogno di qualcosa di indefinito,il sehnsucht di cui parlavano i romantici tedeschi,l'uscire e sentirmi un pagliaccio dall'euforia,sentirmi un'aliena,sentirmi fin dalla prima adolescenza matura e col mal di vivere dei grandi poeti francesi.Grande insicurezza e grande spirito di intraprendenza insieme,più che crescevo più optavo per cambiamenti repentini.Abbuffate,attacchi di rabbia,violenza a parole e violenza fisica solamente nell'ambito familiare contro divani sedie piatti,tutto ciò presente nel frigo e a cui ero sicura che i miei non tenessero particolarmente(mi fa riflettere questa razionalità nella rabbia impulsiva)Di euforie da ospedalizzazione non ne ho mai avute,qualche volta ho messo le mani addosso ai miei ma niente di così grave, minacciato con coltello non appuntito in mano, ma senza intenzione di far del male.Un anno all'estero,con alti e bassi,dopo la maturità ha cancellato un'adolescenza di prese in giro da molti gruppi.Eppure non ho niente che non va,solo grande insicurezza.Tornata ho passato un'estate alle stelle,ho lavorato come cameriera, grande traguardo per me, un'estate bella bagno di notte,libera di essere me stessa e integrata,spasimanti che rifiuto voglio di meglio ma poi resto sola.Università ne ho cambiate due,ho passato un anno a cambiare idea se continuare l'uni di allora,grandi idee,mai realizzate.Poi sempre più sola,le amiche fidanzate o lontane,estate sul divano,poi ho iniziato la nuova uni mai mancata a una lezione,ora che sono finite, sul divano di nuovo.lo studio è tanto una meta desiderata quanto un miraggio.irregolare nel cibo e nel sonno,ora dormo quando arriva la luce fino a dopo che va via.Non mi sento depressa ma annoiata come quello di this must be the place perchè ho tantissima voglia di fare di vivere è in pratica che sono bloccata.A periodi,giorni,ore,boh parlo a raffica,a volte non riesco a fare un discorso lineare,sembro un po'dislessica,parlo lentamente,si fa fatica a seguirmi.mai un ragazzo che mi vuole veramente eppure a detta di molti sono interessante originale e intelligente(strana ma sono a periodi brava a nascondere i miei disagi)carina nella media,anche solo nella visione di un film noto tante cose, metafore che gli altri non notano)creativa nel vestiario e nelle idee,i farmaci mi leveranno la creatività lo so l'unica cosa che so fare.però non so fare niente di pratico,ho idee notevoli sia per scrivere che per un film che per progetti fotografici,ma non li so mettere in pratica apparte per le poesie che sono il congelamento di un senso che poi fugge via.Ma non si guadagna con le poesie.Come fate a dire che il bipolarismo è un dono?Ho voglia di studiare ma non mi fa studiare,ho idee originali ma non le so mettere in pratica,non so fare niente,bel dono,più che un dono è uno spreco.Il tutto condito da ansia per il futuro,il passato ormai andato non mi spaventa.Vorrei che lei mi illustrasse secondo lei se sono bipolare e se si secondo lei di che tipo e quali sono gli elementi di mania e di euforia?Bei termini ma cosa significano veramente,gli psichiatri non capiscono che vogliamo sapere dal p d v analitico.OK che studiano4anni psichiatria ma questo non gli permette di darti una diagnosi tra l'altro senza spiegazioni in20minuti.Attendo risposta non capita tutti giorni che abbia voglia di scrivere questa valanga di parole senza nessun valore estetico.

  • JimdoPro
    #16

    Mabiem (lunedì, 30 gennaio 2012 12:48)

    Ciao Midril,
    capisco che possa venir la tentazione di smettere i farmaci ma...dopo 2 anni dalla diagnosi, dovresti essere a conoscenza che dismettere bruscamente lo zyprexa porta a quelle conseguenze. Mi sembra anche strano che tu abbia aspettato 20 gg per chiamare il tu psi.
    Lo zeldox è un antipsicotico atipico, uno fra gli ultimi arrivati. La risposta ai farmaci è individuale:non ha senso chiedere prima se alcuni possibili effetti collaterali sono "possibili effetti collaterali".
    Ciao
    Mabiem

  • #15

    midril (domenica, 29 gennaio 2012 22:51)

    Ciao sono Midril 31 anni bipolare da 2 almeno, mi è stata diagnosticata due anni fa. sto prendendo diversi farmaci tra i quali lo zyprexa 5mg che per me è stato la manna dal cielo ... circa 20 gg fa ho provato a sospenderlo ed è stato il delirio, pensieri assurdi ossessivi , voci che mi dicevano di farmi fuori ed una fortissima ansia da paralizzarmi in casa. dopo 20 gg son corsa dal mio psichiatra e abbiamo deciso di rimetterlo e se volevo potevo provare con lo zeldox che ha meno effetti sul peso.
    voi che ne pensate dello zeldox? ed è normale avere un crollo di questo tipo
    Grazie a tutti

  • #14

    hughito (lunedì, 26 dicembre 2011 21:03)

    a tutti i bipolari

  • JimdoPro
    #13

    Mabiem (giovedì, 01 settembre 2011 14:10)

    Davide,
    considerare il Disturbo Bipolare solo come un dono è un punto di vista.Considerare i personaggi famosi che hanno avuto ( o si presume) il Db e farsene "quasi un alibi", mi sembra alquanto limitativo.
    Riguardo a quello che scrivi nel tuo messaggio, rivolgendoti a me...devo dire che non mi è molto chiaro tutto il messaggio che vorresti lasciare passare (a parte alcuni termini che usi e che non sono opportuni in un sito ).
    Ciao
    Mabiem

  • #12

    davide (giovedì, 01 settembre 2011 11:29)

    siamo..abbiamo un dono unico..affascinante..creativo..fantasioso e umile..o.ricco..dipende dall uso..sia matematico nel gioco,sia letterario nella poesia ,filosofia,sia matematico.sia sportivo..o.musicale..ma anche creativo e affascinante..vedremo piu in la devo scoprire tutti i vantaggi o svantaggi...voglio amare.gioire ..avere una vita bellissima..ricca di doni e imprese e tanta felicita

  • #11

    ezio (giovedì, 19 agosto 2010 12:41)

    Da circa 12 anni soffro di disturbo bipolare almeno questo è quelllo che mi hanno diagnosticato.Ho avuto più di 10 ricoveri e nell'aprile dell'anno scorso ho tentato il suicidio.Solo negli ultimi due anni sono stato ricoverato sei volte.Nella tac si evidenzia una atrofia cerebrale fronteparietale.La mia cura farmacologica litio 300, xanax 25,zeldox samyr 400.Nel corso di questi anni ho cambiato tanti farmaci.Sono molto preoccupato perchè sono molto distratto,non ricordo le cose motivo per cui non riesco a dialogare con le persone o amici,tremore alle mani ,forti dolori al petto,nessuna voglia di fare subito stanco,, occhi naso e bocca secchi,testa appesantita,paura delle persone,durante la giornata non parlo mai ,sguardo perso nel nulla e spaventato,cosa molto preoccupante impotenza ecc..Sono veramente distrutto passo le mie giornate a casa spesso a letto penso che non ci sia solo DB che stò diventanto cronico,la testa non funziona più bene e ho paura di fare una brutta fine.L'anno scorso è venuta a mancare mia madre adesso sono titolare di un negozio che non riesco a gestire e mi aiutano le mie sorelle e mio padre.Dimenticavo l'anno scorso a settembre sono stato sottoposto a 8 cicli di elettroschok .Sono stato dichiarato invalido al 75%.Ogni giorno soffro stò male sia fisicamente che mentalmente Aiutatemi.

  • #10

    Alessandro (lunedì, 28 giugno 2010 10:39)

    Grazie Mabien della tua risposta anche se per me e troppo tecnica :-(
    Resta il fatto che da quando il mio dott mi ha detto questa cosa mi sento tutti i sintomi della bipolarità .Quando sto meglio , ho paura che stia entrando nella fase maniacale e mi sale un ansia che mi blocca le gambe, vado in tilt.Sicuramente sono cresciuto in un contesto complesso, dove mia madre in seguito a brutte esperienze vissute nella sua giovinezza a sofferto di stati depressivi tutti ottimamente curati e questo puo essere un altro punto a favore di una diagnosi di bipolarieta ma e pur vero che io non ho mai avuto a modo mio fasi maniacali deliranti o stati di onnipotenza euforica, mi ritengo sicuramente un persona un Po complessa che spesso rimugina sui propri pensieri o ricorda con malinconia vecchie situazioni ma francamente mai nella vita mi sarei aspettato una pseudo-
    diagnosi di questo genere d' altra parte e pur vero che 7 anni fa andai in terapia per una leggera depressione ma tutto passo fino a circa un anno fa....
    Bho non cosa pensare anche perché come ho scritto precedentemente la cura che sto seguendo e più per un disturbo di ansia che per un bipolare.
    Alessandro

  • JimdoPro
    #9

    Mabiem (martedì, 22 giugno 2010 12:36)

    Ciao Alessandro,
    proverò a chiarirti come, secondo me, il termine "un pò bipolare" può essere stato utilizzato dal medico.
    I disturbi dell’umore comprendono due quadri clinici fondamentali, depressione e mania, ed una varietà intermedia in cui sono contemporaneamente presenti, con modalità distinte da caso a caso, elementi dell’uno e dell’altro quadro (Stati Misti). Ciascuna di queste forme è caratterizzata da una serie di sintomi, variamente associati fra loro, riguardanti il tono dell’umore, la psicomotricità, i pensieri ed il sistema neurovegetativo. Il Disturbo Unipolare è contraddistinto dalla presenza di soli fasi depressive, il Disturbo Bipolare dalla presenza di fasi depressive che si alternano a fasi maniacali o miste (disturbo bipolare I) o a fasi ipomaniacali (disturbo bipolare II).
    Il modello di spettro dell’umore abbraccia le componenti maniacale e melanconica dei disturbi dell’umore e coglie al loro interno aspetti specifici e dimensioni psicopatologiche riguardanti l’umore, i livelli di energia, la ritmicità, il sistema neurovegetativo e gli aspetti cognitivi. Dimensioni minori possono essere individuate separatamente. Il modello di spettro coglie, accanto ai sintomi tipici dei disturbi dell’umore, anche aspetti psicopatologici quali sintomi, segni, tratti temperamentali e caratteristiche della personalità che, pur non rientrando nei criteri diagnostici del DSM-IV o dell’ICD-10, rappresentano manifestazioni sottosoglia, atipiche e sintomi isolati che possono precedere, accompagnare o seguire la fenomenica clinica. Parlando di spettro si possono caratterizzare indicatori di decorso e di risposta al trattamento.
    Tieni presente che l'ansia non può essere definita nei sintomi, per il semplice motivo che è un sintomo essa stessa. Da ciò ne consegue che,a prescindere dalle classificazioni che vengono fatte seguendo il manuale diagnostico, , si cerca di dare un quadro diagnostico usando alcuni termini che lo possano chirire ...non certo per aumentare il senso di preoccupazione già caratteristico del GAD(Disturbo d'ansia generalizzata) ;-)

    Con simpatia

    Mabiem

  • #8

    Alessandro (lunedì, 21 giugno 2010 13:39)

    Ciao a tutti
    sono un ragazzo di 39 anni e sono da pochi mesi in cura da un neurologo\psichiatra.
    Ho deciso di andarci perchè ho sempre sofferto di lievi disturbi di ansia compensati periodicamente assumendo dell'xanax.Queste crisi di ansia passavano al massimo dopo un paio di settimane.
    Ma ritorniamo ad oggi, dopo circa otto mesi seguendo la cura del mio dottore in quanto mi era stato diagnosticato un disturbo di ansia generalizzata, pochi giorni fa lo stesso mi ha detto che sono un po bipolare.
    Non vi dico l'evitamento fobico che mi ha scatenato, mi sono sentito perso e incurabile e ho passato dei giorni con un ansia invalidante.
    Preoccupato di questa sua affermazione in più per me priva di "contenuti" in quanto non ho mai sofferto di crisi maniacali, momenti euforici ecc ecc (anzi mi ritengo un pigro)forse avvolte un po depresso si!, sono ritornato da lui, e mi ha detto che ha usato questo termine solamente per indicare che ho un carattere altalenante insomma degli sbalzi umorali.Ma io penso che mi abbia fatto fesso, e non riesco a togliermi dalla testa questa idea che è diventata una paranoia.Inoltre la cura che seguo non richiama assolutamente un cura per una persona affetta da disturbo bipolare se non per l'assunzione del Depakin ad un dosaggio bassissimo di 100mg al dì.Si è vero, il Depakin viene utilizzato anche per curare la bipolarietà ma è anche utilizzato nella cura dell'ansia generalizzata.
    Insomma non so cosa pensare?
    Puo essere utilizzato un "po bipolare" come un aggettivo e non come una patologia?
    Sicuro di un vostro parere in merito
    ciao
    Alessandro

  • #7

    Mabiem (mercoledì, 05 maggio 2010 02:17)

    Eterno purgatorio, non hai alcun motivo per scusarti.
    Il mio consiglio è di entrare a far parte del nostro forum.
    Lì potrai dare e ricevere quell'aiuto che cerchi.
    http://www.sfidabipolare.net
    Con empatia
    Mabiem

  • #6

    eterno purgatorio (mercoledì, 05 maggio 2010 01:30)

    scusate, mi sono resa conto che stò vivendo nel pieno un episodio maniacale.

  • #5

    eterno purgatorio (mercoledì, 05 maggio 2010 00:59)

    sono bipolare. Mi è stato diagnosticato il bipolarismo circa 2 anni fa. Da allora ho consultato diversi psichiatri perchè in quel periodo della mia vita ero vagabonda tra 2 regioni per motivi di studio e successivamente di lavoro. Non hanno fatto altro che imbottirmi di farmaci e mi stavano annullando...annullando la mia personalità creativa e tutto il mio mondo. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale e ambiguo con le mie amicizie e con i miei partners. Ora mi sono rimessa assieme al mio ragazzo secolare che però non comprende cosa significhi essere bipolari. Cerco di farglielo capire in ogni modo ma non serve a niente...quando ho degli episodi depressivi quasi non mi parla e quando capitano delle crisi violente di autolesionismo mi evita o cerca di evitare una qualsiasi discussione. Tendenzialmente riesco a placare i momenti dove vorrei effettivamente spaccare tutto in testa a tutti però a volte la cosa mi sfugge di mano. Sono inserita nella banca dati del centro psicosociale della mia città ma anche li, a parte la fase iniziale durata meno di un anno, mi hanno solo sbattuto la porta in faccia. Avevo un medico, quando sono arrivata qua, che si è dimostrato molto competente cambiando la mia terapia, pulendola e rendendola meno pesante. Ma il farmaco che mi aveva prescritto nell'ultimo periodo ha portato il mio fisico ad un aumento di circa 15 kili. Avevo ricominciato a vivere ad aprile di un anno fa e ora mi sento morire; purtroppo lui è stato trasferito prima che potessi riferire che la terapia non stava dando gli effetti sperati e da allora e riiniziato il mio calvario. Sono distrutta perchè ho provato a farmi cambiare la terapia ma nulla...le dottoresse che mi hanno visto hanno preferito lasciare tutto com'era , anzi, rincarando la dose. Ora, da un paio di mesi , prendo i medicinali ogni tanto, quasi non li prendo e oggi ho avuto un crollo. Ma non con le solite crise, urla e autolesionismo ma un pianto, disperato interiore e sofferto. Ho litigato con il mio ragazzo o almeno, ho provato a fargli capire che mi sento messa da parte ma lui si è tappato le orecchie. Non sentire quello che dico equivale a non sentire quello che IO sento. Non so che fare, non so a chi rivolgermi e sento che la mia vita è stata un totale sbaglio, un vivere nelle menzogne o mezze verità e un ripararmi sempre dietro a false scuse. La mia inconcludenza si vede sul campo, non ho più voglia di far nulla oppure ne ho troppa. Aiuto perfavore. Sento che qua posso essere me stessa.

  • #4

    Mabiem (mercoledì, 03 marzo 2010 16:42)

    Ciao Manuela,
    comprendo il clima irrespirabile in famiglia, le crisi di angoscia etc ma parli di una diagnosi fatta già a Novembre 2008(ne deduco che a fare la diagnosi sia stato uno psichiatra)e da allora ad oggi?
    Nel raccontarci la tua storia e quella di tuo figlio c'è un "buco" di 1 anno e 4 mesi e non è poco! Solo con questi pochi elmenti che mi hai dato non saprei proprio cosa consigliarti. Riscrivi se vuoi, anche usando Contatti

  • #3

    Manuela (martedì, 02 marzo 2010 12:46)

    Era il novembre 2008 quando a mio figlio ventenne è stato diagnosticato subito il db. Da allora l'inferno. ora la situazione è questa: da mesi non fa più nulla, non studia, non lavora, non fa sport. Non vuole fare nulla perchè "non ne vale la pena", "non c'è nulla che mi interessa/piace", ieri ha iniziato uno stage in ufficio, 8 ore al computer ad inserire dati. E' venuto a casa e mi ha detto:le persone che lavorano sono degli "omini" ...siete voi i pazzi non io, meglio al CSM, ma tanto neanche lì nessuno mi capisce... Ne segue clima irrespirabile in famiglia, notte insonne (anche sua) e quell'angoscia che ti prende lo stomaco e ti fa pensare di essere sola al mondo ad affrontare questo problema. Aiutoooo

  • #2

    Mabiem (lunedì, 07 dicembre 2009 14:36)

    Scrivimi pure quando vuoi.Puoi usare Contatti e ti risponderò anche privatamente cercando, nel mio piccolo, di esserti d'aiuto

  • #1

    natalia (lunedì, 30 novembre 2009 12:47)

    sono la mamma di un ragazzo di cui sappiamo da pochi mesi essere bipolare vorrei tenere contatti con voi, per meglio capire e per farvi delle domande, brancoliamo tra mille dubbi grazie

Cos'è il Disturbo Bipolare

Il disturbo bipolare è un disturbo dell’umore relativamente comune caratterizzato da un andamento episodico ricorrente. Nella popolazione generale si stima una prevalenza di 0,5-2,4% di bipolari I e di 0,2-5,0 % di bipolari II. Sebbene sintomi e gravità possano variare, il disturbo bipolare quasi sempre ha un forte impatto su chi ne è affetto, sulla famiglia, il partner e gli amici. Se ad un vostro caro o a voi stessi è stato diagnosticato un disturbo bipolare, vi starete facendo molte domande sul disturbo, sulle sue cause e sui trattamenti disponibili. La valutazione accurata di molti soggetti con depressione rivela tratti bipolari, e un paziente su 5 con un disturbo depressivo sviluppa anche una franca ipomania o una mania.

La maggior parte dei viraggi dal disturbo monopolare al bipolare si verifica entro 5 anni dall'esordio delle manifestazioni depressive.

Tra i predittori di viraggio vi sono: un esordio precoce della depressione (<25 anni), una depressione post-partum, episodi depressivi frequenti, un miglioramento rapido dell'umore con trattamenti somatici (p.es., antidepressivi, fototerapia, deprivazione di sonno, terapia elettroconvulsiva), e un'anamnesi familiare di disturbi dell'umore per tre generazioni consecutive. Tra un episodio e l'altro, coloro che hanno un disturbo bipolare presentano un umore a colorito depressivo e, a tratti, grande attività ed energia; la compromissione del funzionamento evolutivo e sociale è più comune che nel disturbo monopolare.

 

Nel disturbo bipolare, gli episodi sono più brevi (da 3 a 6 mesi), l'età d'esordio è più precoce, l'esordio degli episodi più acuto e i cicli (il periodo di tempo tra l'esordio di un episodio e quello del successivo) sono più brevi che nel disturbo monopolare. La ciclicità è particolarmente accentuata nelle forme a cicli rapidi del disturbo bipolare (di solito definite tali quando si manifestano episodi per anno).

 

I quadri con cui può presentarsi un disturbo bipolare sono molti, perché i sintomi possono variare da un estremo all'altro dell'umore sia per qualità che per numero che per intensità; questo ha spinto gli studiosi ad introdurre il concetto di Spettro Bipolare, inteso come un'ampia gamma di quadri in cui il bipolare tipico non è che la punta di un iceberg.

 

I quadri più importanti e diffusi sono:


Nel disturbo bipolare di tipo I, si alternano episodi conclamati di tipo maniacale e depressivo maggiore. Il disturbo bipolare di tipo I di solito esordisce con un episodio depressivo, e il suo decorso è caratterizzato da almeno un periodo maniacale o di eccitamento. La fase depressiva può essere il preludio o il postumo immediato della fase maniacale, oppure la depressione e la mania possono essere separate da mesi o anni.

 

Nel disturbo bipolare di tipo II, gli episodi depressivi si alternano a episodi ipomaniacali (periodi relativamente lievi, senza sintomi psicotici, che di solito durano meno di 1 sett.). Nel corso del periodo ipomaniacale l'umore risale, il bisogno di sonno diminuisce e l'attività psicomotoria aumenta oltre il livello consueto per il paziente. Spesso il viraggio viene indotto da fattori circadiani (p. es., si va a letto depressi e ci si sveglia al mattino presto in stato ipomaniacale). L'ipersonnia e la sovralimentazione sono caratteristiche, e gli episodi possono recidivare stagionalmente (p. es., in autunno o in inverno); nella fase depressiva si manifestano insonnia e diminuzione dell'appetito. Per alcune persone i periodi ipomaniacali hanno carattere adattativo, perché si associano a grande energia e sicurezza, e a un funzionamento sociale superiore al normale. Molte persone che sperimentano un'elevazione piacevole dell'umore, di solito dopo una depressione, non lo riferiscono se non viene loro chiesto esplicitamente. Domande mirate possono rivelare segni patologici, come sperpero, avventure sessuali impulsive e abuso di sostanze stimolanti. Tali informazioni possono essere fornite più probabilmente dai familiari.

 

Coloro che hanno episodi depressivi maggiori e un'anamnesi familiare di disturbi bipolari (chiamati ufficiosamente bipolari di tipo III) spesso denotano lievi tendenze ipomaniacali; il loro temperamento è chiamato ipertimico (cioè, energico, ambizioso, competitivo).

 Tratto da: Manuale Merck 

 

Disturbo Bipolare, Episodio ipomaniacale un test da fare a casa

Attualmente, sono descritte e classificate diverse forme di disturbo bipolare, numerate da I a VI, ma occorre tenere presente che solo la I, la II e la III, cioè Il disturbo bipolare tipo I, con episodio di mania franca alternato ad episodi depressivi intensi, il tipo II, con almeno un episodio di ipomania che si intercala a un umore generalmente depresso ma non drammaticamente e la ciclotimia, che possiamo definire come una fase mista compresa tra la forma depressiva e distimica, alternata ad ipomania della forma tipo II, possono essere clinicamente  (e devono essere) diagnosticate puntualmente attraverso una diagnosi precisa e in profondità, da effettuarsi durante la prima visita con il paziente, che deve avere una durata adeguata e avvalersi di domande ben accurate e testate.
Per capire il significato di Bipolare tipo IV, basta una prova spesso terapeutica: un paziente viene curato per una fase depressiva e in risposta al farmaco, sviluppa una forma ipomaniacale o peggio, maniacale. Quindi il bipolare IV è un soggetto in cui non si è giunti ad una diagnosi dei 3 tipi ufficiali, ma che vira verso la mania al momento in cui assume antidepressivi (senza stabilizzanti dell'umore).

Non si tratta però di soggetti cui non è stata posta diagnosi di disturbo bipolare tipo I o II o III, quanto di soggetti che non hanno ancora sviluppato una vera tipologia o di soggetti che virano anormalmente e in modo  inatteso, verso la mania, sotto l'effetto dell'antidepressivo (in seguito, si dovrà vedere come prosegue la storia clinica del paziente). Normalmente, in questi pazienti, al momento della cessazione dell'antidepressivo, in un tempo di 15- 30 giorni, tendono a recuperare uno stato non maniacale, ma come si capisce, spesso la frittata è  stata fatta: rottura di rapporti di lavoro, familiari, amicizie, guida pericolosa, alcolici, spese inconsulte, affari sbagliati etc.

Bipolare tipo V è un paziente che non ha mai avuto o non si riesce a rintracciare una storia di episodio o episodi ipo o maniacali, e attualmente e in passato, ha sofferto di depressione anche grave e quindi è diagnosticato come depressione maggiore. Ma nella storia della sua famiglia, c'è positività per disturbi mentali in genere e in particolare per disturbo bipolare (di qualsiasi dei tre tipi). In questi casi, il medico dovrà curare la depressione scongiurando di far cadere il paziente nel viraggio verso la mania, quindi assegnandolo al tipo descritto prima. La terapia dovrà essere centrata a partire dallo stabilizzante.

Bipolare tipo VI infine, è il paziente che ha una anamnesi di ipomania o mania, ma non si riesce a rintracciare uno slittamento nella sua storia passata, verso l'episodio depressivo, maggiore o minore. E' importante focalizzare bene la diagnosi sulle abitudini e stile di vita del paziente, capire quanto dorme, mangia, lavora, a che ora le fa e insomma tutte le sue abitudini, per rilevare ogni traccia di comorbidità di disturbi di personalità o altri disturbi (compulsioni, ossessioni eccetera), e se ci sono sintomi  di allucinazioni o ricorrenza di pensiero. Solo dopo si potrà stabilire la miglio terapia, eventualmente muovendo dall'antipsicotico o dallo stabilizzante o da entrambi.
Occorre tener conto del livello, profondità e intensità dei sintomi, a prescindere dal giudizio del paziente stesso e di amici e familiari sul suo funzionamento ed efficienza lavorativa e sportiva e intellettuale, perché  spesso, questi pazienti sono ad alta efficienza ma ciò nonostante, pur non rendendosene conto, soffrono e pongono in tensione l'organismo oltre il limite accettabile (nessuno è invincibile o indistruttibile). Occorre cercare di differenziarlo oppure inserirlo nell'ambito di una personalità ipertimica, ma ripeto, è importante capirne bene il livello di sfruttamento e velocità della macchina energetica, perché limiti ne abbiamo tutti e non è raro, che questi soggetti, quando stanno come tutti noi, si sentono invece giù, e spesso ricorrono a sostanze, per ritornare a sentirsi "come prima", vale a dire come cavalli lanciati al galoppo.
Potrei citare molti personaggi famosi, sia nello spettacolo che nella politica, appartenenti a questa categoria, apparentemente sana, ma che invece sono affetti da eccessiva confidenza, leggerezza e impulsività nelle scelte che compiono, sessualità compulsiva e promiscua, ma mi limito a citarne uno solo per tutti: John Kennedy, anche se alcuni effetti erano accentuati dall'uso di una serie di farmaci che assumeva.

Attualmente, per valutare se una persona, a prescindere dallo stato attuale, in passato ha presentato o meno episodi ipomaniacali, si può compilare un facile questionario, chiamato HCL32, che significa Hypomania Check List su 32 domande e risposte. Infatti, basta rispondere alle 32 domande con un si o un no e quindi tiirare le somme, secondo questo schema di interpretazione dei punteggi, semplicissimo: si sommano le risposte si alle domande 2, 3, 4, 5, 6, 10, 11, 12, 13, 15, 16, 19, 20, 22, 24 e 28. Se il punteggio (che al massimo fa 16 punti, un punto per ogni SI dato), conta 12 punti o più, significa che in passato, la persona ha sofferto un episodio ipomaniacale, non rilevato, cioè non giunto all'attenzione del medico di famiglia, o di altro specialista.
Sommando invece le risposte Si alle domande 7, 8, 9, 21, 25, 26, 27, 31 e 32, che al massimo fa 9 punti, si ottiene la positività o meno per il comportamento ipomaniacale nella sua variante irritabile o sottoposto ad assunzione di rischi.
Se si sommano a 3 o superiore, significa che all'episodio ipomaniacale con espansione di energia e pensieri, si associa comportamento irritabile, con scatti, nervosismi e/o presa di rischi, tipo guida dell'auto, gioco d'azzardo, spese inultili e altri ancora.
La potenza predittiva del questionario è di quasi il 75%, che significa che i punteggi ottenuti, predicono la presenza in passato di ipomania, nel 75% dei casi. 

Compilate il questionario, rispondendo alle domande con semplici si o no, e quindi tirate le somme, come descritto sopra, usando un foglietto di carta.

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                                                                                                         07 Febbraio 2012

Il temperamento come elemento fondante dello spettro bipolare

Il temperamento come elemento fondante dello spettro bipolare
Harnic*, A. Koukopoulos**, M. Mazza*, L. Janiri*, P. Bria*
* Istituto di Psichiatria e Psicologia, Ambulatorio per i Disturbi Bipolari, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; ** Centro “Lucio Bini”, Roma

(Giorn Ital Psicopat 2011;17:213-224)
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Obiettivi

Lo scopo del presente lavoro è quello di presentare una breve review di aggiornamento sull’argomento del temperamento ove, sottolineandone la capitale importanza nel campo dei disturbi dell’umore, rappresenta, in particolar modo, uno degli elementi fondanti dello spettro bipolare. L’ipotesi, proposta da Kraepelin, che il temperamento possa predisporre o costituire un fattore di rischio o servire come substrato per lo sviluppo di una psicopatologia manifesta, è stato confermato da numerosi studi clinici

contemporanei. La letteratura classica e quella più recente oltre agli studi empirici, sperimentali e sistematici, dimostrano come i temperamenti affettivi possano essere considerati strumenti validi per identificare la vulnerabilità ai disturbi dell’umore. Negli ultimi anni dunque l’attenzione al temperamento e la relazione esistente fra i tratti temperamentali e i differenti quadri psicopatologici, è diventata oggetto sempre più frequente di studio e

approfondimento.

 

Conclusioni

 

I disturbi affettivi estendono le loro dimensioni oltre l’espressione della sola euforia o depressione, e sembrano includere, fra gli altri, stati quali l’ansia, il panico, l’irritabilità e l’instabilità affettiva. Nell’interpretare e diagnosticare la variegata espressione dello spettro bipolare, gli psichiatri si trovano, oggi, di fronte ad una delle sfide più importanti della pratica clinica quotidiana.

Uno dei fattori che maggiormente complica questo compito, è rappresentato dall’instabilità temperamentale che, frequentemente, fa da sfondo allo spettro bipolare attenuato.

Negli ultimi anni l’attenzione al temperamento e la relazione esistente fra i tratti temperamentali e i differenti quadri psicopatologici, è diventata oggetto sempre più frequente di studio e approfondimento. La “disregolazione” temperamentale costituisce il fondamento patologico dei disturbi dell’umore e una sua alterazione, negli individui, riflette un’accentuata predisposizione a sviluppare un disturbo dell’umore. È dalla necessità di chiarire alcuni aspetti di questa complessa situazione riguardante il temperamento e le manifestazioni sottosoglia che si è palesata l’esigenza di creare nuovi strumenti di valutazione che favoriscano una raffinazione del processo diagnostico e, conseguentemente, un’individualizzazione della psicofarmacoterapia.

  

 

 

 5 Settembre 2012